Marzo 24, 2008...12:35 pm

Simone Verde, candidato nella lista civica Moderati per Rutelli.

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Una mia amica mi indica,

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nato a Roma l’8 settembre del 1975, laureato in Filosofia teoretica alla Sapienza e in Storia dell’Arte all’École du Louvre di Parigi. Scrivo di politica internazionale e di cultura sul quotidiano Europa. Sono corrispondente in Italia per l’emittente televisiva francese Canal plus e per la radio France Culture. Ho curato il volume L’oca al Passo di Antonio Tabucchi. Collaboro con il quotidiano il manifesto, su cui scrivo di scuola e di società.

UNA CAPITALE EUROPEA

 

 

Una metropoli prospera e pienamente democratica è innanzitutto una metropoli creativa i cui cittadini sono liberi di elaborare culture e di sperimentare nuovi stili di vita. Quanto a inventiva, Roma non è seconda a nessuno: modello di rielaborazione contemporanea del proprio passato, operano in essa intelligenze di ogni tipo, artisti, artigiani, imprenditori, ricercatori, cineasti e giovani editori. Negli ultimi quindici anni è stato fatto molto. Sono state create istituzioni, aperti musei, stimolata la ripresa economica nel segno dell’innovazione tecnologica. La strada da percorrere, però è ancora lunga: Roma resta luogo di importazione, il pubblico partecipa passivamente all’offerta e nessuna delle maggiori iniziative è riuscita a imporsi a livello internazionale per eccellenza e innovazione. Compito attuale è rimuovere gli ultimi ostacoli che frenano la creazione, razionalizzare le energie impiegate e creare un raccordo duraturo tra i vari soggetti per fare di Roma una delle capitali europee della creatività.

È noto quanto la cultura e la creazione artistica, aprendo a nuovi modi di essere nel mondo, incidano sullo sviluppo. Si dovranno perciò rendere accessibili i nuovi saperi elaborati perché diventino patrimonio condiviso e stimolo di progresso. Per compiere il salto, Roma ha bisogno della partecipazione di tutti: delle intelligenze umanistiche e artistiche che devono poter lavorare liberamente, produrre nuovi saperi e promuovere una cittadinanza critica e consapevole; dei mediatori culturali, oggi spesso disoccupati, che forniscano strumenti perché il pubblico diventi fruitore attivo capace di incidere, con una domanda esigente, sulla qualità dell’offerta; della parte più dinamica della popolazione che, messa nelle condizioni (anche economiche) di partecipare, sia da stimolo e da traino per la crescita materiale e culturale di tutta la città.

 

 

Partendo da queste idee, ho partecipato alla stesura del programma di Francesco Rutelli, riuscendo a introdurre cinque proposte per favorire gli attori decisivi nella crescita culturale della città:

 

 

  1. Promuovere la creazione artistica. Nell’ambito dell’arte contemporanea, verrà avvitato un coordinamento che promuoverà lo scambio di idee e di ospitalità tra istituzioni estere, valorizzando e socializzando le residenze nelle accademie internazionali che già permettono il passaggio di artisti di primo piano. Per promuovere la creatività, rimuovendo ostacoli economici e logistici, verranno utilizzate strutture attualmente in disuso nei quartieri periferici, che saranno affittate a tempo limitato ad artisti emergenti e a prezzi non di mercato (come già avviene in molte città europee). L’apertura obbligatoria di questi spazi faciliterà il dialogo tra artisti, scuole e cittadini, facendo concorrere i quartieri periferici alla vita culturale della città.

 

  1. Incrementare e valorizzare la mediazione culturale. Per aiutare il pubblico a orientarsi con più facilità nella ricchezza dell’offerta, i centri di esposizione e i musei aperti negli ultimi anni conosceranno una divisione di ruoli e di competenze immediatamente riconoscibili, grazie a identità e denominazioni più chiare. Sarà incrementato il coinvolgimento diretto del pubblico e dei più giovani alla vita dell’istituzione museale attraverso l’intensificazione delle attività didattiche svolte da studenti e laureati. Sarà poi democratizzato ulteriormente l’accesso attraverso l’apertura gratuita mensile dei musei comunali ai residenti di Roma. Nell’offerta di mostre, infine, si continuerà a elevare la qualità, richiamando un turismo più colto che si ferma più a lungo e spende di più.

 

  1. Una cittadinanza attiva. Per creare un pubblico, soggetto attivo della creazione, verrà istituito uno spazio polifunzionale in ogni Municipio, in cui possano avere luogo attività a prezzo fisso di associazioni e circoli già attivi sul territorio e riconosciuti dal Comune (laboratori di teatro, danza, foto, musica, video, attività ginniche e parasportive ma anche bar e luoghi di ricreazione e incontro). I centri nasceranno da strutture in disuso dotate di servizi essenziali, sale di spettacolo e ambienti espositivi che consentiranno a un mondo associativo fatto spesso di giovani che non riescono a tenere fronte alle spese, di lavorare. La creazione di queste strutture, laddove avvenuta (nord Europa), si è rivelata fondamentale per la nascita di nuovi professionisti. Ma anche per lo scambio multiculturale e multietnico e per iniziare i cittadini alle pratiche artistiche, elevando la qualità della domanda.

  1. La capitale dell’archeologia. Grazie al suo immenso patrimonio di musei e monumenti, Roma è da sempre meta d’elezione per gli archeologi. Gli scavi recenti e futuri e la prossima apertura di nuove strutture (come il Museo di Roma antica di via dei Cerchi) costituiscono un’occasione unica per fare della città una capitale dell’archeologia. A tal fine il Comune intende dare vita a una rete integrata degli organismi italiani ed esteri già esistenti quali l’Istituto Germanico, l’École Française de Rome, l’Aiace, l’Unesco, l’American Accademy, l’Aiac, l’Iccrom, lo Stas, i Dipartimenti universitari, il Cnr, la Biblioteca di archeologia e storia dell’arte di Palazzo Venezia. Il polo di coordinamento delle reti funzionerà da centro di eccellenza e di formazione di giovani laureati, attirando investimenti esteri, promuovendo gemellaggi con istituzioni museali e di ricerca internazionali e incoraggiando residenze di archeologi provenienti da tutto il mondo.

 

  1. Una capitale universitaria. Lo sviluppo dell’eccellenza creativa richiede la realizzazione di un coordinamento tra le Università, le grandi biblioteche specializzate, i centri di ricerca, le Accademie, i musei tematici e sperimentali, l’editoria e la multimedialità cui il Comune lavorerà attivamente. La filiera creativa inizia dalla formazione universitaria: a fronte dell’eccessiva concentrazione di iscritti in pochi e affollati settori disciplinari, l’amministrazione intende investire sulla promozione di quegli indirizzi di studio che non godono della giusta visibilità ma che sono una risorsa essenziale per l’innovazione e il rilancio occupazionale.

 

 

Questi, i punti che sono riuscito a far introdurre nel programma di Francesco Rutelli. Cinque proposte estratte da una lista più lunga. Molto ci sarebbe da aggiungere, ovviamente, e in particolare per una fiscalità che favorisse chi opera nel settore e per un rapporto organico tra produzione culturale e imprenditoria. Come tutti sappiamo, però, perché da libro dei sogni un programma si trasformi in lista delle priorità, occorrono battaglie quotidiane e pressioni organizzate. Proprio per questo ho deciso di accettare la proposta di candidatura nella lista municipale Moderati per Rutelli: nella speranza di essere eletto, ma soprattutto di lavorare, con il vostro aiuto, nella prossima amministrazione.

Un abbraccio

Simone Verde

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